Nel giardino del Teatro Ariberto, le Mele Verdi realizzano il videoclip della loro sigla forse più conosciuta: La banda dei ranocchi: il divertente cartone animato relativo, infatti, rientra nel novero degli anime più diffusi all’inizio degli anni ’80. L’interprete è Barbara Vai, che canta in playback sulla voce di Stefania Bruno, incisa nel 1980: poiché il videoclip è successivo di alcuni anni, la scelta di Barbara si spiega col fatto che Stefania, in questo contesto, sarebbe sembrata troppo adulta rispetto alla voce che aveva al tempo della registrazione originale. I capelli corvini di Barbara, i suoi lineamenti belli e severi che affiorano da un armonioso bouquet di rose rosse, danno vita ad un’immagine elegante, romantica, un po’ ottocentesca, quasi subito sdrammatizzata dai festosi girotondi delle altre ragazze. Non è necessaria una scenografia inutilmente elaborata: sono sufficienti un paio di jeans e tante, semplici magliette colorate: rifuggendo, in questo senso, ogni atteggiamento divistico, ma specchio, invece, di ogni bambino normale, le ragazze, con la loro spontaneità e i loro sorrisi, sembrano invitare i coetanei spettatori a raggiungerle in quel giardino incantato per diventare amici e giocare insieme. E la generazione oggi ultratrentenne può solo rimirare, negli esigui riquadri dalle immagini sgranate concessi dalla fredda tecnologia contemporanea, i profondi significati del suo “paradiso perduto”.
(Tra le interpreti si notano Cristina Paiocchi e Rony Lucido; è inoltre presente Paolo Peroni, con il costume da tartaruga, che interviene con il celebre “Occhio all’occhio del ranocchio…”; la voce adulta, che interpreta il re dei ranocchi, appartiene a Corrado Castellari, l’autore della splendida musica della sigla).